te deum

sono così triti le cose buttate
da noi che consumiamo tutto
  
un giorno perso
un occasione mancata
una stretta di mano
  
pensando che domani ce ne sarà ancora
non si ha mai il tempo di fare il bene
mentre abbonda quello per fare il male
per questo tutto sembra triste
ogni cosa appare vana
  
il vuoto che lascia l’assenza del bene
crea il lutto che in noi portiamo
e nutriamo smisuratamente
 
dimentichi di tutto consumiamo tutto
tranne il necessario
 
per questo sono così tristi
le cose buttate da noi che consumiamo tutto
 
una società che consuma prodotti
rimanda decisioni e pensieri
si disfa del superfluo
considerando superfluo tutto il necessario
è una società in overdose della peggiore droga
 
e l’umano racconta
quando rimandiamo credendo che ci sarà ancora tempo per agire
non avremo più il tempo per agire 
 
è così che tutto finisce
per questo tutto è diventato triste
 
generazione lady-gaga
 
piangono gli angeli
le cose buttate giaciono
e un giorno perso dopo l’altro
fa la somma di una vita intera
tutto si perde
regna il caos
dogma il divertimento
 
meglio ciechi e sordi
disse lo stolto ridendo vago
 
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Dogma(n)

 
 
 
 
 
 
 l’ignorante disse al saggio: ma chi ti credi di essere? il saggio, non capendo, se ne andò…
 
 
 
 
 
 
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Armi di distrazione di massa – Il Terrore del migrante

 
 
Se capissimo la più semplice delle verità, qualcosa di fondamentale sarebbe gia accaduto.
Se comprendessimo che il migrante che arriva in italia è uno proprio come noi, solo molto più schiacciato dal sistema che fa di noi e di loro, l’oppresso, il debole, lo sfruttato, saremo già a buon punto.
Curioso è invece notare quanto il sistema sia spietatamente efficace.
Non solo crea povertà in occidente, rendendo la maggior parte della popolazione debole e ricattabile, ma fa si anche che i poveri di un determinato posto o stato, abbiano il terrore degli altri se, degli altri poveri quanto o più di loro di un altro posto o stato.
Un sistema perfetto direi, i poveri sono costretti a migrare in paesi in cui altri poveri li temono al limite dell’aggressione e mentre i poveri si fanno guerra tra loro non se la prenderanno mai con chi li ha resi tali, quando basterebbe che tutti i poveri di questo mondo si unissero in una sola lotta a far si che questo sistema venga vinto e superato.
Verrebbe da chiedersi sotto quale potente maleficio siamo noi tutti tratti in inganno, per non accorgergi ancora di questo?
 
Nel mio paese, l’italia, al sopraggiungere di una crisi che ci ha sfiancati pur senza i picchi dell’america, quelli no, in realtà quelli li avevamo da anni, perchè io vivo nel paese del lavoro nero, dove a un passo dal 2010, ristoranti, bar, mense, uffici, socetà di trasporti, parrucchieri, fabbriche, commercianti tutti, si lavora in nero, nel mio paese c’è gente che lavora da dieci o venti anni in nero, senza un contributo versato.
Nel mio paese c’è gente che è senza un lavoro regolare da talmente tanto tempo che come me da 15 anni neppure si iscrive più alla disoccupazione, che in italia nn svolge alcuna azione efficace, anzi se mai fa peggio, storie d’Italia appunto, perchè nel mio paese tutto si sa e tutto si tollera, il male intendo, tutti i politici rubano, tutti lo sanno, tutti continuano a votarli, ma se rubano? inutile parlare, questa è l’italia, perchè nel mio paese i problemi seri non sono che abbiamo una classe politica che guadagna un esagerazione apposto di un normale stipendio e mentre il popolo fa la fame la loro paga aumenta il debito dello stato che però va a finire sulle nostre spalle sotto forma di nuove tasse e meno servizi mentre loro e le loro famiglie si ingrassano e crescono o che viviamo in un paese dove si fanno leggi e sgravi per i ricchi e salassi ai poveri, un paese dove gente si arricchisce costruendo case con cemento depotenziato che poi crollano ma dove si fanno leggi affinchè i delinquenti che ci tolgono il pane di bocca non finiscono più in galera per quei pochi reati rimasti da imputargli o che la gente non arriva più a fine mese o ci arriva molto male, costretti ad andare avanti con gli aiuti cee o non so quanti altri tristi esempi.
Ma no, niente di tutto questo. In italia la maggior parte del paese è convinta che in mezzo a tutto questo il vero problema quello più urgente e più grosso è l’immigrato, l’altro noi più sfigato di noi, così che chi chiude le fabbriche per aprirle all’est lo guardiamo con rispetto e un pò d’invidia sfilare col macchinone per le vie della nostra città, e all’immigrato che è scappato dal suo paese perchè stava peggio di noi per gli stessi motivi, lo guardiamo con sospetto e pure un pò di terrore, e come ci sentiamo meglio poi dopo avergli imputato la colpa per la fabbrica chiusa dal tipo col macchinone e il lavoro perso… e….
 
 
Armi di distrazione di massa.
 
 
 
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Dittongo

 
 
Se perdiamo il filo
 
restauriamo l’asse delle parole,
 
in certi casi sarebbe bene fermarsi prima,
 
in taluni, riflettere
 
Azione.
 
Molti hanno smarrito la strada,
 
quelli che credevo allineati
 
sono forse tra i più persi
 
smarriti, nelle loro case, nelle loro auto o nel loro lavoro
 
una fluida solidità in fin dei conti. 
 
Quando perdiamo la direzione
 
non ci sono parole in grado di salvarci
 
ne assi cartesiani,
 
ne dittonghi.
 
 
Solo fatti.
 
 
Le parole servono più a cautelarci, o nasconderci
 
 
Siamo ciò che facciamo.
 
 
 
 
 
 
 
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Don’t u

 
 
 
 
 
 
 
 
 "Prima o poi incontrerò
un cazzo di uomo, nudo, su un cazzo di cavallo bianco,
capace di dire la verità"
 
 
 
 
 
 
 
  
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14 luglio 11:49

 
 
Mi alzo con l’amaro sotto di non aver capito tutto, sopra, l’incertezza inquieta e il cervello impastato da sonno non riposato.
Verso il caffè nella moca, verso il latte nel pentolino, atti criminali, mescolato nella tazza è quasi accettabile, il telefono squilla dopo acceso.
Il messaggio del mio uomo, mi da il buon giorno. Aggiungo un pò di zuccherò nella tazza, giro con una mano, nell’altra zapping di vuoto, perchè poi ci si debba sentire meno soli nel sentire qualcuno parlare non lo so.
Guardo il mio cane sotto il tavolo, cerco l’altra finchè non capisco che è fuori con mio padre.
Squilla il telefono, Laura in panne sulla superstrada, in partenza per Roma con un suo amico, il cambio tra le mani, mi chiede aiuto “Arrivo subito” le dico impastato di latte e di sonno “il tempo di vestirmi” aggiungo “No, appena alzato, arrivo”
Mi guardo attorno sconsolato, bevo un altro sorso acre dalla tazza che pesa sulla mano, un secondo per decidermi e mi alzo, in camera apro il cassetto e faccio un piccolo filo di afgano, raccolgo i vestiti della sera, la maglietta non l’ho mai tolta, infilo le scarpe e boccheccio fumo denso e bianco, chiamo in rassegna Bimba, parto.
Il mio uomo forse fa musica, oppure gira per amici che non conosco, o fa cose che poi non racconta, neppure vive, osservo il cielo, così terso da far male al cuore, due sorelle strambe cantano dalla radio, il motore freddo un pò strattona, inbuco la superstrada, vedo subito l’auto, stringo mani, do baci, sorrido, alla parola Roma mi guardo attorno,  sospiro smarrito, sorrido, ribacio, riparto, Bimba si gratta sul sedile posteriore, spengo il sorriso.
 
Da piccolo credevo che le auto avrebbero volato…. infatti guido su quattro ruote.
 
 
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Hard Life

 
 
E’ entrata l’estate con una tromba d’aria, che il cielo cerchi di spazzare via tanto dolore?
Dall’altra parte del mondo, un popolo arabo cerca di ribellarsi alla crudele stupidità dell’ultimo dittatore, mentre in italia si cavalca l’onda del dopo voto, gli italiani non si sono mai liberati dai propri dittatori, coltivando in segreto nel loro cuore di diventare un giorno come loro.
Il marcio dell’uomo puzza più delle discariche.
Un bambino guarda la tv e pensa, da grande non sarò grande.
La diligente mamma di famiglia si aggira per casa pregando sottovoce strane preghiere frutto di paure e senso di fallimento, sospira parole che non conoscono amore, convinta per lo più di operare un bene che non ha niente del Divino che la guarda attappandosi le orecchie per non soffrire oltre.
I figli cercano droghe pesanti a cui sottrarre la forza di tali preghiere e cercando di dimenticare il bene che non hanno ricevuto.
Le bussole non segnano più il nord, l’ago gira vorticosamente per poi fermarsi ad ovest o ad est.
Il ragazzo nel bosco non riuscirà più a trovare la strada del ritorno e come amici sceglie gli alberi, per padre un vecchio tronco caduto a terra e per sorelle le stelle che brillano senza parlare.
Le madri amorevoli uccidono i sogni dei figli come ai polli a cui tirano il collo dicendosi tra se e se: "sarai buono, quando ti avro cucinato per bene, sarai buono!"
Poi svengono, affinche qualcuno debba soccorrerle e tutti sentirsi in colpa e sopraffatti dal dolore.
Le diligenti madri di famiglia, usano il ricatto e il senso di colpa per tenere a se i suoi piccoli, ora che sono troppo grandi, viene da chiedersi perchè non li hanno tenuti in grembo quando potevano, perchè non li hanno abbracciati finchè potevano essere presi in braccio??
La ragazza ribelle invoca demoni, accende candele, invoca dei creati ad-personam quando gli uomini erano ancora bestie.
Le bestie invece, sono stipate in lager, terrorizzate annusano la morte mentre vengono ingozzate a crescere per morire.
La semplicità del contadino non esiste più, avvelena la terra, avvelena i suoi prodotti, avvelena coloro che li comprano, e dormono bene la notte, come il dittatore dall’altra parte del mondo, come la madre scellerata che finge dolore, come il padre che ha venduto la figlia al padrone di tutto sperando di diventare più padrone anche lui, come gli italiani che sognano in segreto di poter rubare un giorno come quelli che al governo rubano da anni.
Il legislatore ha orecchie da somaro e coda di demone.
Il dj dietro la console si sente grato quando i fattoni sotto smostrati da droghe gli sputano in faccia "Go dj Go dj" e lui si sente come Dio credendosi persino migliore di quando la mattina si alza e si accorge di non essere nessuno.
In amazzonia allevano sconsideratamente mucche per le pelli da usare in scarpe pubblicizzate poi avvalendosi dei valori di chi non le comprerebbe mai, anche se poi, se costano poco, fanculo i valori, se le comprano tutti.
Allora mi accorgo che chi ha sognato la rivoluzione era appunto un sognatore, tutti guardano al conto in banca presto o tardi, e quelli che sono contro il capitale, chissà perchè son quelli che di capitale ne hanno sempre molto, come quelli che si dicono fieri patriotti e moralisti difensori della morale, sono gli stessi che portano i denari fuori dallo stato, nascosti nelle oasi fiscali, e vanno a Cuba dai comunisti a scopare, nel terzo mondo a comprar bambini, e la domenica a far finta di pregare a messa un Dio che non abita più in quel luogo per il solo fatto che essi vi entrano.
Le undici e cinquantasette, la mia mano trema, i miei amici tramano, il mio uomo cerca di rendersi libero, io mi alzo per andare alla città alta per passeggiare coi cani intorno alla natura che rimane di avanzo al cimitero.
La verità rende liberi.
Anche gli schiavi ciechi e sordi.
 
 
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